Comunicare e riprodurre il colore in modo efficace e preciso è da sempre una delle sfide più complesse per brand owner, creativi e stampatori. Il colore è un elemento identitario, capace di distinguere un marchio e di trasmettere valori, ma la sua corretta resa in stampa richiede conoscenze tecniche, strumenti adeguati e processi ben definiti. Per questo motivo, TAGA Italia ha avviato un lavoro di ricerca mirato a fornire indicazioni concrete e un documento tecnico a supporto del settore.
Lo studio sui colori spot e il ruolo degli studenti ITS
Il gruppo di lavoro di TAGA Italia sta focalizzando l’attenzione sulla riproduzione dei cosiddetti colori spot, ossia tinte piatte che devono mantenere coerenza e riconoscibilità anche su supporti e processi di stampa diversi. A questo progetto partecipa anche l’ITS Angelo Rizzoli, con gli studenti del corso di Packaging Specialist. Nel mese di luglio, gli studenti hanno portato avanti e approfondito una sperimentazione iniziata l’anno precedente, con l’obiettivo di studiare da vicino il problema della definizione del riferimento cromatico.
Riprodurre il colore non è sempre immediato
Uno dei punti critici riguarda proprio il fatto che riprodurre un colore non è sempre possibile con la stessa precisione. Quando un colore è stato creato in condizioni specifiche di stampa – come un certo supporto, un determinato processo o delle impostazioni tecniche precise – non è detto che il risultato sia replicabile in altre circostanze. Diventa quindi fondamentale stabilire e comunicare un riferimento colore che sia riproducibile con le condizioni tipiche della produzione industriale.
Le librerie Pantone® e la questione dei riferimenti
Per affrontare questa esigenza, Pantone® ha sviluppato librerie “dependent”, che affiancano la libreria “master” (ad esempio la celebre Solid Coated). In queste librerie, i colori sono stati ristampati e codificati colorimetricamente utilizzando supporti e processi differenti, in modo da fornire riferimenti più aderenti alla realtà produttiva. Gli studenti coinvolti nella sperimentazione hanno quindi messo a confronto formulazioni di colori spot basate sia sulla libreria “master” che su una libreria “dependent”, valutando i risultati sia con strumenti di misurazione che attraverso l’osservazione visiva.
L’obiettivo: standardizzare la comunicazione del colore
Il vero obiettivo di questo percorso è chiarire quanto sia importante definire correttamente i riferimenti colore in funzione del processo tecnico. Solo così si può ridurre la componente soggettiva nella valutazione dei risultati stampati e garantire una maggiore coerenza cromatica. Riprodurre il colore in modo affidabile significa offrire al mercato qualità, uniformità e una comunicazione visiva che non tradisce le aspettative del brand.




