Nella stampa offset, specialmente quando si tratta di supporti plastici non assorbenti che richiedono la tecnologia UV per l’essiccazione istantanea, esistono quattro resine fondamentali che rappresentano oltre il 90% di tutti i materiali stampati con questa tecnologia.
Ecco le 4 resine più utilizzate:
- PVC (Polivinilcloruro): È una resina polare che garantisce una tensione superficiale permanente, rendendola ideale per la stampa offset senza necessità di trattamenti temporanei. Viene impiegata per prodotti di lunga durata come carte di credito, tessere magnetiche, carte da gioco e pannelli sinottici.
- PST o HIPS (Polistirene antiurto): Si tratta di una resina apolare utilizzata prevalentemente nel settore alimentare per contenitori di latticini o prodotti conservati in frigorifero. Spesso viene preferita per la sua rigidità e resistenza agli urti.
- PP (Polipropilene): È una resina apolare che richiede obbligatoriamente un trattamento Corona per essere resa stampabile, poiché ha una tensione superficiale naturale molto bassa. È molto diffusa per etichette, imballaggi flessibili e carte geografiche resistenti all’acqua.
- PET (Polietilentereftalato): Una resina polare con ottima trasparenza e stabilità dimensionale. È disponibile in varie versioni come A-PET (amorfo), PET-G (con aggiunta di glicole per migliorare la piegabilità) e PET-GAG (una struttura multistrato che combina i vantaggi delle due precedenti), ampiamente usate per il packaging di alta qualità.
Nota tecnica sulla formulazione: Oltre ai supporti, è importante ricordare che gli stessi inchiostri UV sono composti da resine sintetiche, nello specifico acrilati, che formano catene macromolecolari solide (polimerizzazione) una volta colpite dalle radiazioni ultraviolette.
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