Come si compensa la dilatazione termica nelle matrici per stampa a caldo?

La compensazione della dilatazione termica nelle matrici per la stampa a caldo è un passaggio critico della fase di prestampa, poiché queste forme vengono portate a temperature superiori ai 100°C (spesso intorno ai 120°C) per permettere il trasferimento del pigmento dal foil al supporto.

Ecco le modalità principali con cui viene gestito questo fenomeno:

  • Applicazione di fattori di riduzione: Per compensare la distorsione delle immagini causata dall’espansione del metallo, si interviene in prestampa applicando dei fattori di scala riduttivi ai file digitali originali.
  • Esempio tecnico per il magnesio: Per i cliché piani realizzati in magnesio con un’altezza di 7 mm e destinati a stampare a una temperatura di 120°C, viene normalmente applicato un fattore di scala del 99,8%.
  • Matrici in ottone e processi combinati: Quando si effettua contemporaneamente la stampa a caldo e il rilievo a secco utilizzando matrici femmina in ottone, le dimensioni della matrice devono essere ridotte preventivamente in prestampa per compensare l’allungamento che subirà una volta riscaldata in macchina.
  • Montaggio a temperatura di esercizio: Nel caso di lavorazioni combinate (stampa a caldo + rilievo), il montaggio della contromatrice (maschio) deve essere eseguito solo quando la matrice femmina ha già raggiunto la temperatura di stampa, così da garantire il perfetto registro tra le due parti già dilatate.

La scelta della lega metallica (magnesio, ottone o rame) e lo spessore della matrice influenzano l’entità della dilatazione, richiedendo calcoli specifici per ogni materiale utilizzato.

Questo è un estratto dai documenti tecnici riservati ai soci. Iscriviti per partecipare alle iniziative TAGA Italia.

Lascia un commento