Il PDF/X: cos’è e quali varianti esistono

Il PDF/X è uno standard ISO, denominato 15930, che si compone di più specifiche. Il file PDF/X è un file PDF a cui sono state imposte delle regole più restrittive atte a facilitarne lo scambio e il trattamento da parte di tutti gli attori protagonisti di un tipico processo di lavoro grafico.
Gli strumenti software che normalmente impieghiamo per vedere e lavorare con i file PDF funzionano anche con i file PDF/X. L’obiettivo del formato è rendere sicuro il trasferimento dei file digitali tra le aziende coinvolte nella produzione e nella stampa di lavori grafici. L’aggettivo “sicuro” utilizzato in questo caso individua una condizione agognata dagli operatori del nostro settore e non sempre realizzata: poter lavorare e stampare file digitali realizzati da altri senza timore di incorrere in problemi ed errori. Nato nel 1999 il PDF/X oggi racchiude più versioni finalizzate a lavorazioni e mercati diversi fra loro. Quando si parla di PDF/X si parla di una famiglia di formati, suddivisi in:

  • PDF/X-1a (ISO 15930-1:2001): evoluzione della specifica PDF/X-1 è basato sulla versione PDF 1.3 ed è molto diffuso per l’invio di file digitali nell’ambito della pubblicità. Esiste anche la specifica ISO 15930-4:2003 che è identica alla ISO 15930-1 ma ammette la versione PDF 1.4 proibendo però la presenza di trasparenza;
  • PDF/X-3 (ISO 15930-3:2002): studiato e promosso da membri europei di ISO si propone come formato per l’invio di file digitali che implementano flussi in cui è prevista la gestione colore. In particolare i file PDF/X-3 possono contenere profili ICC e immagini RGB. Esiste anche la specifica ISO 15930-6:2003 che è identica alla ISO 15930-3 ma ammette la versione PDF 1.4 proibendo però la presenza di trasparenza;
  • PDF/X-4 (ISO 15930-7:2010): alcune caratteristiche delle versioni PDF successive alla 1.3, quali la gestione della trasparenza e dei livelli come pure la compressione JPEG2000 sono state recepite da questa specifica ISO rilasciata nel 2008. Il PDF/X-4 permette la presenza di elementi RGB, dotati di profilo ICC, e richiede la presenza di un output intent. L’accettazione del PDF/X-4 è ampia e sta avendo una discreta diffusione in ambito pro-duttivo soprattutto negli ambienti di fotografia digitale;
  • PDF/X-4p che consente di referenziare l’output intent (profilo ICC) invece che includerlo;
  • PDF/X-5 (ISO 15930-8:2008): per molti aspetti è simile al PDF/X-4 da cui differisce per la capacità di consentire riferimenti a oggetti esterni quali immagini, profili ICC associati agli elementi. In questo modo il file risulterà più piccolo rispetto al PDF/X-4. In dettaglio queste le sottocategorie previste da ISO:
  • PDF/X-5g: permette di referenziare immagini esterne (OPI-like workflows).
  • PDF/X-5pg: oltre a permette di referenziare immagini esterne (PDF/X-5g) come il PDF/X-4p consente di definire e referenziare un profilo ICC esterno come output intent.
  • PDF/X-5n: è un estensione del PDF/X-4p che consente di referenziare un profilo ICC di tipo n-colorant/multicomponent. (ncolorant è un modello colore diverso da Gray, RGB o CMYK, e composto da almeno 2 colori).

PdfX

Il PDF/X plus

Il PDF/X plus è un PDF/X con alcune caratteristiche in più stabilite dal GWG (Ghent WorkGroup www. gwg.org) un’organizzazione internazionale costituita da utenti di arti grafiche, associazioni e sviluppatori che hanno come obiettivo quello di creare le migliori specifiche di processo per i flussi di lavoro editoriali. Le raccomandazioni derivanti da questa attività, stanno rendendo facile, per un numero sempre crescente di professionisti di tutto il mondo, la corretta creazione, elaborazione e scambio di documenti dalle più diffuse applicazioni per le arti grafiche.
Le specifiche basate sullo standard ISO 15930-7:2010 PDF/X-4, sono state rilasciate a novembre 2012. Al momento il gruppo è focalizzato sullo sviluppo dei “settings” per le varie applicazioni in uso nei flussi di lavoro.

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