Definizione di prova colore

Indipendentemente dalla tecnologia usata e considerando il loro impiego pratico le prove colore vengono suddivise in due categorie: prove contrattuali e prove non contrattuali.

PROVE CONTRATTUALI

Vincolano le due parti del contratto sul risultato da ottenere e sono quindi parte integrante dell’ordine di acquisto del Committente in quanto, come la quantità o il prezzo, ne rappresentano le volontà similmente ad un capitolato tecnico di fornitura: sono le istruzioni a procedere, il campione di riferimento. Normalmente vengono sottoposte al Cliente per l’approvazione, spesso espressa sotto forma di firma. Il loro valore non si modifica nel caso sia il cliente a inoltrarle allo stampatore, o se è quest’ultimo che le sottopone al cliente per riceverne l’OK a procedere con la stampa.
Sono prove contrattuali:

  • Prove di posizione e contenuto
    In origine chiamate cianografiche attualmente ciano a colori o hardproof. Servono per verificare testi, immagini e grafismi in generale per quanto concerne correttezza, completezza, posizionamento, dimensioni, sequenza, caduta macchina, tagli e abbondanze, ecc.. Sono utilizzate specialmente per il controllo della forma nella impostazione finale di caduta macchina (montaggio o imposition). Possono corrispondere al make up o al menabò nel caso di lavori cartotecnici o editoriali. Non rappresentano mai un riferimento cromatico tuttavia consentono la verifica della presenza corretta degli elementi colorati (testi, logo, fondini, ecc.). Possono essere interscambiate anche in forma di file PDF.
  • Prove di stampa
    Sono le prove colore per antonomasia, vengono sempre approvate dal cliente e vincolano all’ottenimento di un prodotto stampato che ne rispetti i valori tonali e cromatici e il contenuto. Devono essere copiabili in macchina, controllabili attraverso la misurazione di apposite scale ed eseguite utilizzando il profilo corrispondente alle condizioni di stampa previste.
    Rappresentano anche il lavoro nella sua completezza (testi, immagini, fondini, grafismi in genere) e solitamente sono eseguite a pagina singola o doppia nel caso di opuscoli, libri, riviste, brochure, pubblicazioni. Invece riproducono l’unico pezzo o il limitato numero di componenti da realizzare quando si tratta di volantini, locandine, astucci, scatole e packaging in genere. In quest’ultimo caso possono fungere anche da prove di posizione e contenuto.
    Le prove contrattuali possono essere fornite dal Riproduttore al Cliente che le approva e le invia allo Stampatore come nel caso classico, oppure possono essere eseguite internamente dallo Stampatore stesso che le sottopone al Cliente per conferma dei file ricevuti prima di procedere con la stampa. Ciò è possibile solo nel caso non ci siano interventi da fare per evitare di interferire con le lavorazioni e la responsabilità del Riproduttore.
  • Campioni colore e altri riferimenti
    Completano le prove di riferimento per la stampa e sono costituiti da campioni riconosciuti (Pantone, ecc.) o appositamente preparati e messi nella cartella di lavoro. Devono essere sempre approvati dallo Stampatore che ne garantisce la fattibilità nelle condizioni effettive di stampa (supporto, inchiostri, ecc..)

PROVE NON CONTRATTUALI

Sono prove rappresentative del prodotto che però non sono obbligatoriamente eseguite secondo le Norme e Raccomandazioni delle lavorazioni grafiche per cui non se ne può assicurare la copiabilità in macchina. Esse vengono pertanto utilizzate in ambiti definiti e con limiti tecnici riconosciuti.

  • Prove tecniche
    Sono le prove eseguite nel corso delle lavorazioni di progettazione e riproduzione per verificare, confermare o modificare i risultati ottenuti (qualità di una scansione, tipo di impostazione grafica, ecc.). In molti casi sono sostituite da “soft proof” che utilizzino monitor correttamente calibrati.
  • Prove indicative
    Dette anche prove di concetto (concept proof) servono per presentare un’idea o poter confrontare tra loro soluzioni e progetti diversi, in modo da riceverne indicazioni (come esprime bene la denominazione “prove indicative”) utili e sufficienti ad operare una scelta sulla direzione da perseguire. Sono molto diffuse in ambito creativo per sottoporre al cliente il lavoro del grafico e metterlo in condizioni di decidere. Queste prove non hanno la pretesa di essere approvate anche come simulazione del risultato finale di stampa dato che in genere non sono tarate per renderle copiabili in macchina.

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